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Il
progetto di orti collettivi nasce da varie esigenze legate
alla formazione dell'autonomia e dell'autogestione, nonché
alla possibilità di avere una dieta varia e non formata
solo da mais e fagioli, permettendo l'assunzione di
principi nutritivi importanti, quindi, un conseguente
miglioramento della salute, fattori decisivi per la vita
dignitosa di ogni essere umano.
Questi sono i motivi che sono alla base del
progetto. L'importanza del progetto è inoltre
connessa alla possibilità di realizzare
un'agricoltura esente dal crescente uso della
chimica, senza ricorrere al transgenico che in
Messico, cosi lontano da dio e cosi vicino agli
Stati Uniti, come diceva Benito Juarez primo
presidente indigeno in Messico, domina, e
finalizzata alla diffusione del patrimonio di
conoscenze riguardanti tecniche colturali
compatibili con l'ambiente di cui gli indigeni hanno
perso cognizione a causa di 500 anni di monocoltura
imposta.
Il processo di nascita dei vari orti è avvenuto con
il coinvolgimento delle comunità interessate,
attraverso incontri dove sono stati affrontati temi
come:la collettività del lavoro, punto fondamentale
del progetto, le carenze alimentari più diffuse, le
colture più adatte al clima e al terreno, necessità
di evitare l'impoverimento del terreno, l'uso di
semi biologici e di tecniche rispettose
dell'ambiente.
Il progetto ad oggi conta sulla partecipazione di 5
orti collettivi di varie dimensioni, in base alle
caratteristiche delle varie comunità, che,
partecipando alla realizzazione dello stesso
attraverso il lavoro collettivo, gestito in tutti i
suoi aspetti dalle assemblee comunitarie ha potuto
garantire quale fine ultimo la piena autonomia
gestionale della coltivazione degli orti medesimi.
L'apporto da parte del gruppo si è concretizzato con
l'acquisto di attrezzatura per la coltivazione degli
orti ( pale, zappe rastrelli,rete di recinzione,
semi, piante da frutto,ecc..), oltre un apporto
tecnico di trasmissione di saperi riguardo le
colture. Il lavoro collettivo è stato fatto dalle
comunità stesse e da varie persone appartenenti al
gruppo. La prima annata di raccolto ha dato buoni
frutti migliorando notevolmente le capacità
alimentari delle comunità e dando un valido apporto
al processo autogestionale.
Ad oggi i problemi maggiori riscontrati sono legati
alla crescente invasione in Messico del transgenico,
e quindi alla difficoltà di reperire sementi
organiche da riprodurre, risolti con difficoltà per
il primo anno. Siamo in contatto con diverse realtà
per il conseguimento di sementi organiche.
Si rende ancora una volta evidente la mostruosità
della belva neoliberista nella volontà di
incorporare tutto eliminando gli elementi non
graditi, gli indigeni, che con la loro tradizione di
rispetto dell'ambiente e di una vita basata su
parametri umani, non rientrano nei progetti
neoliberisti.
Il progetto si sta sviluppando ora nella direzione
di una piena autonomia gestionale degli orti. |